LA NATURA E I SUOI BENEFICI

Tutti, in un momento o nell’altro, abbiamo desiderato stare in mezzo alla natura. Forse nelle sabbie bianche in riva al mare o in un tranquillo bosco in montagna.

Magari non vediamo l’ora di fare una gita nel verde, o un giro in canoa lungo un fiume… qualunque siano le nostre preferenze, tutti desideriamo la natura.

I benefici della natura

Abbiamo l’istinto di passare del tempo all’aria aperta, questo è scontato, ma la scienza ora ha identificato i benefici fisici e psicologici connessi al fatto di stare in mezzo alla natura.

Benefici psicologici

Uno studio del 2009 ha scoperto che le persone che passano più tempo in mezzo alla natura sono più sane. Infatti, coloro che vivono vicino al parco, alla riserva naturale o all’area boschiva, hanno meno probabilità di soffrire di ansia o depressione.

Benefici al cuore

Un altro studio scientifico ha scoperto che coloro che passavano il tempo a fare escursioni o a riposare in una foresta hanno la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa più basse.

Deficit d’attenzione e iperattività (ADHD)

E’ stato dimostrato che trascorrere del tempo nella natura migliora la concentrazione.

In uno studio recente, condotto su scala nazionale, gli psicologi Andrea Taylor e Frances dell’Università dell’Illinois, hanno scoperto Infatti che i bambini con ADHD, hanno una significativa riduzione dei sintomi dopo aver partecipato ad attività in ambienti verdi. Che si tratti di giocare a basket o leggere un libro, il grado di diminuzione dei sintomi dell’ADHD è associato all’aperto in mezzo al verde.

Ovviamente passare del tempo in mezzo natura non è una cura per chi ha psicopatologie, per questo esistono le psicoterapie efficacia o la farmacologia.

Miglioramenti del sonno

Altri studi hanno riscontrato miglioramenti della qualità del sonno, un potenziamento del sistema immunitario e tassi più bassi di disturbi legati allo stress in coloro che trascorrono regolarmente del tempo in mezzo alla natura. Tutto ciò è connesso a una maggior longevità.

Proprio in questi fattori possono risiedere i motivi per cui i giardinieri vivono più a lungo.

In Giappone la pratica del “bagno balneare” (passare del tempo nella foresta) è diventata popolare e in alcuni casi è addirittura prescritta dal medico.

Perché la natura è così importante?

Ci sono diversi fattori che possono contribuire ai benefici per la salute, anche se il vero beneficio può rimanere intangibile: lo possiamo sentire istintivamente senza riuscire a spiegarlo.

Il tempo all’aperto

Sei mai stato rinchiuso in casa per un lungo periodo di tempo e hai sentito il bisogno di uscire? Uscire fa bene alla salute per varie ragioni. 

Vitamina D

Un motivo per cui il tempo all’aria aperta può contribuire alla salute è l’esposizione alla luce solare che produce la vitamina D. Questo ormone è responsabile di molti aspetti della salute in tutto il corpo.

La carenza di vitamina D è collegata a vari tipi di cancro e obesità, oltre a disturbi mentali come la depressione e altri problemi di salute.

Anche se è disponibile la vitamina D supplementare, alcune persone non l’assorbono in modo efficace e hanno bisogno dell’esposizione al sole per ottenere sufficiente vitamina D.

In entrambi i casi trascorrere del tempo all’aperto sotto il sole è un ottimo modo per assimilare la vitamina D.

Attività fisica

A meno che la tua visione del trascorrere del tempo nella natura non coincida con lo stare semplicemente lì seduto, la maggior parte delle esperienze includono qualche forma di attività fisica.

Dall’arrampicata su roccia, al nuoto, alle escursioni, alla canoa, alla bicicletta, la maggior parte delle attività all’aperto riguardano anche il movimento.

Conosciamo tutti i benefici dell’esercizio fisico, tuttavia la maggior parte delle persone non ne fa abbastanza regolarmente. Trascorrere del tempo all’aperto offre una possibilità di muoversi divertendosi e divertirsi abbassa lo stress!

Dato che dovremmo comunque muoverci tutti i giorni, si ottiene un doppio vantaggio facendolo all’aperto!

Messa a terra

Questo beneficio della natura è alquanto controverso nella medicina moderna, ci sono quelli che giurano sugli effetti del radicamento e coloro che insistono che è completamente inventato.

La teoria di base è che, dal momento che molti di noi non entrano in contatto diretto con la Terra, nel corpo potrebbe accumularsi una carica positiva. Il contatto diretto della pelle con la Terra agisce proprio come il terreno fa per l’elettricità riducendo questa carica extra positiva.

I fautori della messa a terra riferiscono che aiuta a ridurre l’infiammazione nel corpo e migliora la qualità del sonno.

L’ideale sarebbe stare a piedi nudi o nuotare in un corso d’acqua naturale.

Non riesci ad andare all’aria aperta?

Ci sono altri modi per ottenere i benefici della messa a terra in casa tramite appositi tappetini.

Aria fresca

L’aria interna è spesso fino a 70 volte più contaminata dell’aria esterna a causa dell’isolamento. La maggior parte delle persone entra regolarmente in contatto con fino a 6000 sostanze chimiche.

Trascorrere del tempo all’aperto significa letteralmente cambiare aria prendendo una pausa dall’inquinamento che si trova all’interno.

L’aria esterna è una buona fonte di benefici ioni negativi; luoghi come la spiaggia e le cascate sono fonti particolarmente ricche. Questi ioni negativi sono presenti anche alla luce del sole e dopo un temporale, quando si sente l’odore della “freschezza”. L’aria interna, al contrario, è carente di ioni negativi ed è spesso secca, oltre che contaminata.

Gli ioni negativi sono indicati come “antidepressivi della natura”, hanno un effetto rilassante e curativo.

Sei bloccato in casa? 

Prova questo suggerimenti per migliorare gli ambienti chiusi: prendi in considerazione alcune piante d’appartamento che migliorano l’aria.

Salute degli occhi

Questo è un vantaggio spesso sorprendente. Stiamo assistendo a un aumento dei problemi di vista, specialmente nei bambini. Una possibile ragione risiede nella quantità di tempo che molti di trascorrono ogni giorno guardando uno schermo.

Mentre un tempo i bambini passavano la maggior parte del loro tempo all’aperto osservando un’ampia varietà di colori, di livelli, di luminosità e profondità, ora trascorrono fino a sette ore al giorno davanti a uno schermo con luce artificiale. Il risultato è un aumento della miopia, anche nei bambini che non sono geneticamente predisposti ad essa. In effetti, uno studio svolto nel 2007 ha rilevato che i bambini che trascorrono almeno 2 ore al giorno all’esterno hanno una probabilità quattro volte inferiore di diventare miopi. Ciò ha conseguenze particolarmente importanti. I ricercatori hanno ipotizzato che la luce esterna aiuta i più piccoli a sviluppare la giusta distanza tra retina e lente portando ad avere una vista migliore in futuro. Poiché l’illuminazione per interni non offre lo stesso vantaggio, i bambini che passano molto tempo in casa hanno maggiori probabilità di avere da grandi problemi di vista.

Fissare uno schermo può anche causare affaticamento degli occhi, mal di testa, problemi al collo o alla schiena e altri problemi.

Ritmo circadiano

Trascorrere del tempo all’aperto, specialmente con la luce solare del mattino, può aiutare a ridurre il rischio di obesità. Infatti, uno studio della Northwestern University ha scoperto che prima si sta sotto la luce solare del mattino, più basso è il BMI (indice di massa corporea) del partecipante.

La ragione? Stare sotto la luce del sole al mattino aiuta a regolare i livelli di cortisolo e i ritmi circadiani.

Vale anche la correlazione inversa poiché l’esposizione alla luce notturna è un fattore di aumento di peso, mentre appena mezz’ora di esposizione al sole prima di mezzogiorno è sufficiente per avere un effetto sulla riduzione del peso corporeo.

Come potete capire, ci sono molti benefici della natura, ma potremmo non comprendere mai completamente perché trascorrere del tempo all’aria aperta ha effetti psicologici e fisiologici così profondi. Sappiamo che il tempo all’aperto è davvero prezioso e che non ne passiamo mai abbastanza.

C’è molto che possiamo fare per ottenere benefici parziali, ma l’opzione migliore è solo uscire

…al mattino… vicino agli alberi.

La mia soluzione?

Fare una lunga passeggiata mattutina nel verde, dove ci sono molti alberi, fiori selvatici e un ruscello. 

Il giardinaggio è un altro ottimo modo per trascorrere tempo all’aria aperta, anche annaffiare le piante al mattino è un ottimo modo per vedere la prima luce del sole.

Trova un modo per trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta ogni giorno (camminando nei boschi se puoi!) e porta gli amici. Hai bisogno di una motivazione? Guarda la foto!

IL POTERE DI UN ABBRACCIO

A volte non si trovano le parole giuste per comunicare qualcosa di veramente importante, ma si sa che un abbraccio vale più di mille parole.

Chi ama lo sa che l’abbraccio è il posto più bello del mondo

eppure non tutti attribuiscono il medesimo significato a questo gesto: c’è chi vorrebbe un abbraccio in più, chi non ne è mai sazio e chi non sopporta proprio essere abbracciato.

Non c’è da stupirsi di tanta differenza, ad esempio, in determinate culture l’abbraccio è un atto limitato alle coppie inoltre chi rientra nello spettro autistico potrebbe provare un forte disagio nell’essere toccato, e ancor di più abbracciato, infine, chi durante l’infanzia non è stato abbracciato a sufficienza, potrebbe non aver appreso questo gesto, così semplice, ma così forte.

Spesso durante i colloqui, persone adulte mi riferiscono di desiderare con tutto il cuore di abbracciare la propria madre, comprendendo che non avranno tutta vita per poterlo fare, ma ma non ci riescono. E’ come se quell’abbraccio fosse un salto nel vuoto perché credo non ci sia nulla di peggio di desiderare tanto qualcosa, come l’amore di un genitore, per poi scoprire che in realtà non c’è.

Oltre alla paura che il valore di questo gesto non venga condiviso, nell’incapacità di abbracciare ci possono essere altre convinzioni come, ad esempio, quella di essere rifiutati, di essere troppo invadenti e, in generale, di fare qualcosa di sbagliato.

ABBRACCIARE NON SIGNIFICA SOLO ALLARGARE LE BRACCIA!

Gli «abbracciatori» dovrebbero essere in grado di comprende il bisogno di spazi dell’altra persona e saperlo rispettare, approciandosi gradualmente. 

Ci possono volere settimane o addirittura mesi perché alcuni si sentano abbastanza a proprio agio per godersi un buon abbraccio.

Oltre alla funzione chimica che gli abbracci hanno sul nostro corpo, c’è un aspetto puramente interpretativo, che riguarda il come leggiamo tale gesto. Questo aspetto prescinde dalla questione chimica; In alcune culture l’abbraccio è più comune che in altre, può essere considerato qualcosa di ovvio, anche tra sconosciuti, mentre in alcuni luoghi della terra, al contrario, è un’esclusiva delle relazioni intime in altri.

Esiste un movimento, quello dei  Free Hughs  (“abbracci gratis!”). ideato da Juan Mann, un ragazzo australiano che iniziò ad abbracciare sconosciuti regalando loro affetto e calore umano! Inizialmente però, la polizia australiana non prese bene questa sua campagna affettuosa e lo arrestò diverse volte!

Il 21 gennaio è stato proposta la Giornata Nazionale degli abbracci negli Stati Uniti, una celebrazione che si è diffusa in molti altri paesi. Il suo creatore, Zaborney (1986), riteneva che gli americani avessero bisogno di condividere maggiori emozioni positive. La convinzione di Zaborney era basata sulle sue osservazioni relative al fatto che un abbraccio porta a risvolti positivi migliorando la comunicazione umana. Allo stesso modo, Keating (1995) ha sottolineato la presenza di questo bisogno tra anziani, disabili, malati terminali e cronici.

Questa attenzione all’abbraccio ha dato origine alla ricerca sui suoi effetti benefici.

QUANTO IMPORTANTI SONO GLI ABBRACCI

Il sentirsi accuditi e protetti è uno dei bisogni più importanti per un bambino e l’attaccamento è un bisogno fondamentale dell’individuo.

Like a hug (come un abbraccio) è un giubbotto invenatto daun gruppo di scienziati di Boston che abbraccia chi lo indossa ogni volta che, sul suo profilo Facebook, qualcuno clicca “Mi piace”  sui suoi post e sui suoi aggiornamenti. Ovviamente in quanto umani preferiamo gli abbracci reali anziché virtuali!

Ecco alcuni benefici degli abbracci:

1) Il contatto tra due corpi nell’abbraccio rafforza entrambi gli organismi generando la produzione di emoglobina che porta l’ossigeno ai tessuti.

2) L’abbraccio favorisce la produzione di  ossitocina , l’ormone della felicità che allontana lo stress e migliora la memoria.

3)  Gli scienziati hanno provato che un abbraccio  favorisce l’autostima  di chi lo riceve e allontana i sintomi depressivi.

4) Una maggior frequenza di abbracci tra partner determinano lun abbassamento dello stress, della pressione sanguigna e una maggiore produzione di endorfine che rafforzano il sistema immunitario.

5) Nelle donne in premenopausa gli abbracci hanno anche l’effetto didiminuire la frequenza cardiaca migliorando lo stato di benessere psicofisico.

SEMBRA FACILE ABBRACCIARE, MA NON LO E’

In generale, saper abbracciare e farsi abbracciare è spesso il prodotto delle esperienze della prima infanzia. I bambini cresciuti da genitori affettuosi hanno più probabilità da adulti di diventarlo a loro volta. L’assenza di contatto fisico può invece influenzare il corpo in crescita: può limitare lo sviluppo del nervo vago, un fascio di nervi che va dal midollo spinale all’addome, e questo può diminuire la capacità delle persone di essere compassionevoli, può ridurre il rilascio di ossitocina, l’ormone che può aiutare gli esseri umani a formare legami con altre persone.

In uno studio condotto da Narvaez nel 2014 su un gruppo di bambini orfani romeni è stato misurato l’impatto della mancanza di affetto sulle menti in via di sviluppo. I piccoli avevano il sistema ossitocinico malfunzionante. Senza un determinato livello di ossitocina può essere più difficile sviluppare le abilità sociali, compresa la capacità di abbracciare. Inoltre, aggiunge Degges-White, “le persone che sono più aperte al contatto fisico con gli altri in genere hanno livelli più elevati di autostima. Coloro che invece sono insicuri e provano ansia sociale, come ad esempio la paura di parlare in pubblico, possono essere riluttanti al contatto con gli altri, compresi gli amici”.

ABBRACCIARE UN PORCOSPINO

A volte l’ostilità rende davvero difficile avvicinarsi a qualcuno. Quando si litiga sarebbe meglio distrarsi rifugiandosi presto in un abbraccio, invece le persone arrabbiate spesso vogliono sfogarsi per le ingiustizie di cui si sentono vittime e pretendono di cambiare i comportamenti altrui piuttosto che la loro reazione emotiva.

Un abbraccio può cambiare le emozioni in modo immediato.

Resta il fatto che la rabbia non stimola compassione. Nessuno abbraccerebbe un porcospino!

COSA SUCCEDE SENZA ABBRACCI?

Il ruolo fondamentale della vicinanza al neonato di un adulto è stato osservato in diversi studi. Tra il 1945 e il 1946, René Spitz, psicoanalista austriaco, osservò gli effetti devastanti della separazione del bambino da chi se ne prendeva cura. In 91 bambini di un orfanotrofio, è stato osservato che i primi mesi protestavano con pianti e lamenti, ma poi passavano gradualmente a uno stato letargico, e circa il 37% di questi bambini morì entro il secondo anno di vita (Spitz, 1972). Le cure materiali dell’orfanotrofio erano dunque necessarie ma non sufficienti per un sano sviluppo dell’infante. Spitz definì “ospedalismo” i disturbi fisici e psicologici conseguenti a una totale assenza di un rapporto del piccolo con la madre, e parlò di “depressione anaclitica” per descrivere la sintomatologia infantile nel caso in cui è mancato un adeguato rapporto con la figura materna.

Nemmeno troppi abbracci, o un “abbraccio continuo” va bene per un infante, infatti i bambini “aggrappati” sono spesso ansiosi e hanno genitori a volte fisicamente molto vicini ma mentalmente assenti. Il comportamento aggrappante può continuare nell’età adulta e manifestarsi in particolare con un partner tramite dipendenza affettiva.

I bambini che possono vivere in modo equilibrato gli affetti, senza essere deprivati dagli abbracci, ma nemmeno troppo attaccati alle figure significative, sviluppano maggiormente il proprio cervello, con connessioni più forti e maggiori reti sinaptiche. Una deprivazione degli abbracci puo invece ridurre addirittura del 20% lo sviluppo cerebrale.

E DA ADULTI?

Per sopravvivere ci servono 4 abbracci al giorno, 8 per mantenerci in salute e 12 per crescere (Virginia Satir, psicoterapeuta).

COME SVUOTARE LA MENTE SISTEMANDO LA CASA

Stare in un ambiente ordinato aiuta a ragionare meglio.

Dal momento in cui abbiamo sempre più input, si pone il problema di svuotare, svuotare e svuotare… È indubbiamente utile togliere il superfluo dalla mente, come dalla casa, dallo smartphone, dall’ufficio ecc. prima di snervarsi non riuscendo a trovare più nulla!

Il superfluo stressa, l’essenziale rilassa.

Lo stress è il male del secolo: è troppo facile stressarsi e sempre più difficile rilassarsi. Lo stress purtroppo tende a cronicizzarsi e a portare a numerose malattie. È importante rilassarsi e per fare ciò occorre svuotare la mente anche grazie all’ambiente in cui si è immersi e, in particolare, la casa.

Tra i vari svantaggi di avere troppe cose, c’è sicuramente quello di non riuscire ad attingere alle risorse più adatte quando serve.

Il caos complica la vita (che è già sufficientemente complicata!).

Ecco le 10 regole per mettere in ordine secondo Marie Kondo.

1. Prima di riordinare butta tutto ciò che non usi più, in una volta sola, in poco tempo e senza tralasciare nulla. Ci vuole decisione!

2. Non riordinare stanza per stanza, ma categoria per categoria in modo sistematico.

3. Seleziona ciò che ti regala un’emozione. In base a quale criterio scegli cosa buttare via? Il criterio dovrebbe essere “se conservare quel qualcosa ti rende felice”. In altre parole, “se quella cosa ti fa battere il cuore”, allora va conservata. Il resto va buttato senza pensarci.

4. Riordina il tuo vestiario tirando fuori tutti gli indumenti e radunandoli in un unico punto. Seleziona cosa tenere e cosa eliminare. Passa in rassegna i cassetti, il comodino e ogni contenitore senza tralasciare nulla. Continua applicando lo stesso metodo a tutte le altre categorie.

5. Risolvi i problemi di spazio piegando i vestiti ed esercitando una certa pressione in modo che l’abito possa anche mantenere la forma più a lungo.

6. Crea il tuo “power spot”: individua un punto della casa dove rifugiarti e ricaricare le batterie grazie alla meditazione, lettura o yoga. Scegli gli oggetti che più ami e radunali li per creare uno spazio speciale.

7. Riordina gli oggetti con un valore affettivo. È il passaggio più difficile infatti per questo motivo sono le ultime cose da riordinare. La cosa più importante è affidarsi completamente alla propria percezione di felicità. Se ti rendono felice, è importante conservarli per poterne godere quando lo desideri.

8. Organizza gli spazi nel modo più semplice possibile e decidi la collocazione di ogni cosa. La causa principale del disordine si deve al fatto che si posseggono troppe cose che non hanno una collocazione precisa. Il motivo per cui si posseggono troppe cose, nella maggior parte dei casi, è che non si è consapevoli di tutto ciò che si ha, esattamente come non si è consapevoli di avere troppi pensieri che passano per la mente.

Una mente sgombra permette di diminuire lo stress così come un ambiente ordinato permette di stressarsi meno.

SMARTPHONE E CERVELLO

Gli smartphone hanno il potenziale di influenzare una vasta gamma di domini cognitivi, ma la ricerca scientifica sulle conseguenze sul nostro cervello è ancora piuttosto limitata. Ciò è comprensibile considerando che la tecnologia è ancora relativamente giovane e in continua evoluzione. Tuttavia, con il passare degli anni, gli smartphone diventano sempre più onnipresenti nella nostra vita.

Se fino a qualche anno fa avevamo solo un telefono, oggi abbiamo un apparecchio con funzioni sempre più varie; ciò che non è cambiato è l’incapacità di prevedere un progresso tecnologico che appare sempre più repentino.

Diviene quindi fondamentale capire come la tecnologia ci influenza in modo da poter adottare le misure necessarie per attenuare le potenziali conseguenze negative.
Sebbene la ricerca relativa agli effetti degli smartphone sia in crescita, i risultati rimangono contraddittori e inconcludenti. Sappiamo davvero poco sugli effetti a breve e a lungo termine e nonostante manchi ancora della chiara letteratura scientifica, i titoli dei media incoraggiano la percezione pubblica a credere che i risultati siano conclusivi, che gli smartphone abbiano un impatto definito e negativo sul cervello. Emerge una visione comune secondo cui gli smartphone stanno soffocando la nostra creatività dato che privano la nostra mente dei tempi di inattività (Richtel, 2010). Tuttavia non esiste una ricerca che indaga le conseguenze mentali connesse al fatto di riempire le piccole pause quotidiane.

Ci sono infatti poche prove sulle conseguenze a lungo termine del frequente uso dello smartphone, ma è il momento di iniziare a raccogliere i dati. Un argomento particolarmente importante è l’effetto dell’utilizzo della tecnologia nei bambini piccoli.

Nonostante le varie raccomandazioni divulgate, sappiamo molto poco sull’età più appropriata per iniziare a far utilizzare uno smartphone a un bambino e sappiamo altrettanto poco sulle possibili conseguenze. Dovrebbe esserci uno studio longitudinale con un campione di grandi dimensioni in cui vengono valutati gli esiti cognitivi e affettivi nei più piccoli.

Dal momento in cui la popolazione umana è sempre più interconnessa con lo smartphone, sarà importante continuare a raccogliere informazioni per capire in che modo queste interazioni ci influenzano e come modellano le nostre vite. I modi di socializzare, di intraprendere una relazione, di ammirare la natura e molto altro, appaiono come una continua, repentina e imprevedibile trasformazione.

Dott.ssa Mariapia Ghedina – Psicologa

COMBATTERE LO STRESS LAVORATIVO

Al giorno d’oggi più che mai sembra che il nostro pianeta stia diventando un grandissimo pallone pieno di persone frustrate che corrono continuamente da un impegno all’altro, per assurdo alla ricerca di una vita migliore. Ciò avviene a causa della forte concorrenza che noi come individui affrontiamo in un mondo in rapida crescita.

Per contrastare questo immenso stress, è fondamentale mantenere un corretto equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, tra doveri e piaceri; se ci si priva del divertimento si perde gran parte dello scopo della vita e si va inevitabilmente in contro a un calo dell’umore.

L’allarme lanciato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) vede, entro il 2020, la depressione come la malattia più diffusa. Alcuni sintomi depressivi riguardano il non provare più piacere nelle attività svolte, la stanchezza, i pensieri negativi su di sé, sul mondo, sul futuro e cambiamenti del sonno. Questi sintomi portano inevitabilmente a una mancanza di produttività e di profitto. Una persona non entusiasta e non energica lavorerà meno, per questo motivo un percorso psicologico solitamente si ripaga da sé.

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È molto importante mantenere l‘equilibrio tra piaceri e doveri per condurre una vita felice e raggiungere la longevità; infatti chi è felice vive più a lungo!

Lo sappiamo che più o meno per ogni individuo è indispensabile lavorare per vivere e che per fare carriera è necessario sforzarsi di più, ma così facendo alcune persone tendono a dimenticarsi di vivere. Tutto questo alla lunga provoca un grande danno alla salute psicofisica.

La pace sembra essere un lusso da avere, ma è possibile trovarla solo dentro di noi e non altrove.

Ci sono molti modi attraverso i quali è possibile conciliare gli sforzi con il divertimento: l’ideale sarebbe, in primo luogo, scegliere il lavoro che piace e creare delle buone relazioni con i colleghi.

Il lavoro occupa una grande fetta della nostra esistenza, per questo motivo è fondamentale creare un clima di benessere lavorativo. Una persona che ama il proprio lavoro si alza felice, lavora meglio, di più e torna a casa soddisfatta.

Ogni azienda, piccola o grande che sia, è formata innanzitutto da persone, con i propri valori, bisogni, motivazioni ed emozioni. Non possiamo pensare a noi stessi come separati dagli altri: tutto ciò che siamo, usiamo e facciamo ci connette in qualche modo a moltissimi altri esseri umani.

Esistono diverse strategie per combattere lo stress lavorativo e riguardano lo sviluppo di diverse abilità:

  • intelligenza sociale;
  • intelligenza emotiva;
  • comunicazione efficace;
  • stili di leadership;
  • time management;
  • processi di decision making;
  • tecniche efficaci di rilassamento.

Un’azienda vincente punta infatti a migliorare i rapporti interpersonali grazie anche a uno stile di leadership efficace che permette di eliminare la competizione interna in modo da diminuire di conseguenza la frustrazione che verrebbe trasmessa anche ai clienti. Viceversa, migliorando lo spirito di gruppo aumentano la cooperazione, la coesione interna, la motivazione e di conseguenza la qualità di vita.

 

 

Dott.ssa Mariapia Ghedina – Psicologa

I 6 BENEFICI MENTALI DELL’ARRAMPICATA CHE UN GENITORE DOVREBBE CONOSCERE

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Nella scelta dell’attività sportiva da far praticare al proprio figlio, ci sono due variabili particolarmente importanti da tenere in considerazione: le sue caratteristiche individuali e i benefici delle possibili attività. L’arrampicata, per la sua specificità, ha il vantaggio di apportare ben 6 benefici mentali.

– Diminuisce i livelli di ansia

Sappiamo che la testa fa la differenza e che l’ansia purtroppo può essere il principale freno nell’arrampicata sportiva. Temere di cadere, credere di non farcela ad affrontare un passaggio o sentirsi osservati, possono essere tutti segnali d’ansia.

Molti bambini, esattamente come gli adulti, soffrono di un disturbo d’ansia, ma oltre ai cosiddetti “blocchi mentali” manifestano più sintomi somatici, quali mal di pancia o mal di testa.

Le cause di un disturbo d’ansia risiedono nei fattori genetici, nel temperamento della persona e in fattori ambientali quali lo stile educativo: infatti un genitore ansioso tende a insegnare a preoccuparsi in modo eccessivo. Se l’ansia viene trascurata, tende a crescere perché avviene una generalizzazione dei presunti pericoli imminenti. Che si tratti di un disturbo d’ansia specifico come l’aracnofobia e l’acrofobia (paura dell’altezza), o che riguardi un disturbo d’ansia generalizzato, tutto nasce da un piccolo elemento che poi ne può accomunare altri fino a diventare un grande “blocco”.

Quando un bambino evita ciò che teme, rafforza la propria convinzione sul fatto che vi sia effettivamente qualcosa da cui fuggire, per questo motivo sarebbe invece più opportuno che si mettesse in gioco gradualmente al fine di imparare a gestire l’ansia.

Arrampicare permette al bambino, che non ha le capacità di ragionamento inferenziali di un adulto, di affrontare a livello pratico le sfide anziché evitarle.

La gestione di un pericolo è un’attività che richiede un grosso impegno mentale, richiede di vivere pienamente nel presente, e questo funge da distrazione verso la preoccupazione per un pericolo futuro, permettendo quindi d’imparare a tollerare la tensione mentale. Più specificatamente, gestire la paura di cadere, avere il coraggio di salire più in alto e stare tranquilli perché si è assicurati, sono tutti processi cognitivi che coincidono con la gestione dell’ansia e quindi permettono di migliorare la qualità di vita.

– Allena la concentrazione

La concentrazione è la capacità di prestare attenzione a determinati stimoli scartandone altri.

In un’epoca sempre più colma di input, vengono richiesti grandi sforzi alla mente affinché possa avvenire un adeguato adattamento all’ambiente in cui si vive.

Dalle grandi città ai piccolo paesi, sembra che ormai quasi nessuno sfugga a un abuso di internet e a un’iperconnessione con il mondo circostante a discapito delle attività che richiedono un certo livello di concentrazione sostenuta.

L’arrampicata, in particolare quella indoor, non consiste nell’arrivare in cima, ma nel come ci si arriva, affrontando sé stessi per arrivare alla meta. Questo sport richiede pianificazione e una costante concentrazione, ed è così che si può allenare tale abilità mentale per poi sfruttarla anche in altri campi come lo studio.

– Aumenta il senso di responsabilità

Essere responsabili significa saper valutare le possibili conseguenze, ossia i rischi, gestendoli al meglio. L’area cerebrale deputata alla percezione del rischio è l’ultima a svilupparsi, ed è difficile infatti che sia completamente formata prima dei 23 anni, motivo in più per potenziare tale abilità nella giovane età. Il nostro cervello è infatti plasmabile e si modifica grazie all’apprendimento di determinate capacità; tale caratteristica mentale è definita “plasticità cerebrale”. Quando si dice che i bambini sono come una spugna è proprio perché la loro plasticità cerebrale è nettamente maggiore rispetto a quella di un adulto.

Arrampicare implica l’apprendimento di regole precise: la sicurezza infatti viene prima di tutto, dopodiché si può anche sbagliare un appiglio a 30 metri di altezza in quanto il rischio viene annullato tramite una corretta gestione della situazione. Ci sono sport che sottendono regole che si possono tralasciare, ma questo non è il caso dell’arrampicata in cui ai neofiti viene insegnato a rispettare rigidamente le regole della disciplina sportiva.

– Accresce l’intelligenza sociale

Il costrutto d’intelligenza è molto complesso perché non esiste un unico tipo d’intelligenza.

All’intelligenza sociale viene attribuito un grande valore, infatti riguarda la capacità di stare in gruppo, di condividere norme e valori, d’interagire nel modo più adeguato e costruttivo grazie anche a buone abilità di comunicazione e di empatia, ossia la capacità ci comprendere e accettare i punti di vista altrui.

È possibile sviluppare l’intelligenza sociale con l’arrampicata più che con molti altri sport poiché permette d’imparare a fidarsi di chi fa sicura, a condividere emozioni intense e, inoltre, a rispettare scrupolosamente le norme.

– Migliora le capacità di problem-solving

Possiamo affermare che questa è un’ottima notizia considerando che la vita è piena di problemi! …quindi se volete fare un bel regalo ai vostri figli, fate sì che arrivino preparati ad affrontarli.

Il problem-solving consiste nella scoperta e nel dominio di situazioni problematiche che, in generale, possono sviluppare le potenzialità e le sue abilità decisionali, di valutazione e di giudizio obiettivo.

Arrampicare significa risolvere dei problemi e trovare le soluzioni ricorrendo alle proprie risorse e, di conseguenza, incrementandole.

– Accresce l’autostima

Aumentare l’autostima nei bambini non è solo importante per renderli più forti, ma soprattutto perché questa dote correla positivamente con un buon umore.

Arrampicare permette al bambino di sviluppare il proprio senso di autoefficacia, ossia di sentirsi abile in ciò che fa e di provare il piacere della riuscita.

“È più facile costruire bambini forti che riparare uomini distrutti.” (F. Douglass)

 

Dott.ssa Mariapia Ghedina – Psicologa